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DOCUMENTI DI VIAGGIO
Passaporto:
Obbligatorio con validità di almeno sei mesi dalla data di partenza.
Visto
: Obbligatorio. Può essere richiesto presso le Ambasciate del paese di origine.
È valido per un mese ed è rinnovabile.
Fuso orario
: GMT – Un’ora avanti rispetto al meridiano di Greenwich
Gli uffici e le banche sono aperti da lunedì a venerdì dalle 8.00 alle 16.00,
con intervallo dalle 12.30 alle 13.00 alle 12.30.
Telefono:
E’ facile chiamare da qualsiasi città come Bamako o Mopti.
I cellulari delle maggiori compagnie europee hanno copertura
nelle principali città.
Elettricità
: In Mali e Burkina Faso è 220 V. E’ utile portare un adattatore universale.
Utensili consigliati:
Coltello multiuso, cappello e occhiali per ripararsi dal sole.
Lingue utilizzate:
La lingua ufficiale del Burkina Faso, Mali, Benin, Costa D’Avorio e Togo è il
francese. Esistono varie lingue locali quali il Morè, Bambara, Peul, Fon, Kabye,
etc.
In Ghana la lingua ufficiale è l’inglese. Le lingue nazionali più diffuse sono :
Twi, Fonte, GA
Pernottamenti:
Vogliamo precisare che in Africa Occidentale, area poco turistica, non esistono
categorie intermedie in fatto di sistemazioni alberghiere. Così che, sebbene
molto cari, preferiamo scegliere gli hotel che offrono un certo confort. Tra
quelli scelti, alcuni come quelli di Mopti e Bamako hanno una categoria
equivalente a 4 stelle europee; gli altri sono i migliori possibili, ma la
categoria è 2 stelle del posto. In alcuni luoghi come i Paesi Dogon o Djennè c’è
soltanto un “campement”, alloggio molto semplice con minimi servizi.
Durante il trekking nei Paesi Dogon o la navigazione sul fiume Niger, è
consigliabile dormire su una terrazza sotto le stelle o una tenda da campeggio
tipo igloo; una opzione che ci permetterà di godere di più la natura. Pertanto
sarà necessario un sacco a pelo o una piccola coperta da viaggio a seconda del
programma e del periodo dell’anno.
In alcuni periodi dell’anno, soprattutto da ottobre a marzo e da agosto a
settembre, periodi di maggior affluenza turistica, la domanda è superiore alla
ricettività alberghiera e per questo possono esserci situazioni di overbooking e
gli hotel previsti possono essere sostituiti con altri senza preavviso.
Valuta:
L’Euro è la valuta più usata. La moneta locale è il Franco CFA che, però, non è
convertibile. La moneta del Ghana è il Cedi.
Nell’area del franco, un CFAF corrisponde a 100 centimos, mentre servono circa
500 Franchi CFAF per acquistare 1 US $ .
A partire da gennaio 1994, il Franco CFA si è svalutato sino a toccare il valore
di 100 CFA per un Franco Francese. Si consideri che nel 1948 erano sufficienti
50 Franchi CFA per acquistare un Franco Francese.
In Ghana un nuovo Franco Cedi (C) = 100 pesetas = 0,60 €
Cambio con $ USA = 1 $ = 1.246,11 Franco Cedi
Vaccinazioni:
La vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatoria.
Raccomandate, invece, sono le vaccinazioni contro l’epatite A e B, la febbre
tifoidea, tetano.
A seconda delle destinazioni e del periodo, è anche consigliata la vaccinazione
contro la meningite.
È anche consigliabile un trattamento di profilassi antimalarica (clorochina +
paludrine o lariam).
A questo proposito è raccomandabile un colloquio presso il proprio medico, o
meglio presso un centro di vaccinazioni internazionali, per stabilire il tipo di
profilassi
L’Africa tropicale è una zona essenzialmente paludosa, soprattutto in
determinati momenti dell’anno e in modo particolare durante il periodo delle
piogge. Associata ad una adeguata profilassi antimalarica, è necessaria una
protezione adeguata contro le punture delle zanzare, quali repellenti, abiti
idonei e zanzariere durante la notte, etc.
In alcuni periodi dell’anno si segnalano casi di colera soprattutto nelle città
Condizioni sanitarie:
A Bamako esistono parecchi ospedali. All’interno del paese sono presenti alcuni
dispensari, però le condizioni sanitarie, soprattutto per quanto riguarda le
strutture e l’igiene sono molto deficitarie.
Bisogna prendere in considerazione il fatto che davanti a situazioni gravi
potrebbe rendersi necessario un’evacuazione. È assolutamente necessario
sottoscrivere, nel proprio paese, un’assicurazione sanitaria che copra le spese
di rimpatrio.
Bamako e le principali città hanno acqua corrente ed elettricità. L’acqua è
potabile, ma si raccomanda, prima del suo utilizzo di filtrarla e disinfettarla.
Si raccomanda di consumare bevande imbottigliate, non far uso di ghiaccio e
lavarsi i denti con acqua minerale.
Consigliabile anche di portasi, da casa una piccola farmacia comprendente
antidiarroici, antibiotici a largo spettro, aspirina, fermenti lattici,
disinfettanti intestinali , disinfettanti per l’acqua e come già detto
repellenti antizanzare.
In ogni caso la ASL della vs. città è in grado di offrirvi un servizio di
informazioni per i viaggiatori.
Altre raccomandazioni:
Si sconsiglia di consumare cibi crudi, poco cotti o comunque non caldi.
Non mangiare verdura cruda; la frutta invece deve essere accuratamente lavata e
sbucciata.
Evitare di mangiare gelato o altri alimenti che potrebbero essere stati
deteriorati dall’interruzione della catena del freddo.
Pasti:
Esistono diverse possibilità. Il cibo in Africa
Occidentale vi sorprenderà per il suo sapore, la varietà e modo di preparazione.
La carne è buona e il pesce del Niger (capitan) o della costa del Golfo di
Guinea , saporito.
Consigliamo ai viaggiatori individuali di prevedere un minimo di 40€ per i tre
pasti giornalieri.
Vestiario
: Viaggiare con indumenti freschi e leggeri, di colore chiaro, meglio se di
cotone. Normalmente si possono utilizzare sandali e per le passeggiate
raccomandiamo delle scarpe più resistenti ma non necessariamente da trekking.
Le donne possono vestirsi tranquillamente come vogliono , qui nessuno le
molesterà anche se sono sole. Nell’Africa Nera esiste un gran rispetto per la
donna.
Dopo il tramonto e consigliabile coprirsi per evitare le punture di insetti.
Molto importante è proteggere la testa dal sole; indossare sempre cappelli,
fazzoletti o altro per impedire delle insolazioni.
Anche gli occhiali da sole sono assolutamente necessari.
Quando viaggiare? Mali e Burkina Faso, presentano un clima tropicale
tendenzialmente secco. Le temperature variano da :
+ 36°C max./22°C min. nella stagione delle piogge(luglio-settembre)
+ 30°C max./12°C in inverno (ottobre-marzo)
+ 40°C max./25°C in estate tropicale (aprile-giugno).
Il periodo favorevole per visitare questi paesi è da luglio a marzo. Durante la
stagione delle piogge il Sahel si trasforma, e il fiume diventa facilmente
navigabile.
L’inverno offre temperature migliori per esplorare l’Africa sub-sahariana. In
questo periodo dell’anno soffia l’harmatan-vento del Sahara, che copre
leggermente il paesaggio.
Condizioni di sicurezza:
I furti sono quasi inesistenti e comunque solo nelle grandi città, ma in ogni
caso in minor quantità che in Europa e in America.
Mezzi di trasporto:
La nostra agenzia offre tutti gli elementi logistici necessari per il viaggio.
Disponiamo di una moderna flotta di veicoli 4 x 4 e minibus,
tutti con aria condizionata, radio rice-trasmittente collegata con il nostro
ufficio e autisti con notevole esperienza. I percorsi sul fiume Niger li
realizziamo in barca (pinaza) tradizionale, equipaggiata con motore e postazioni
confortevoli con cucina e frigorifero.
Voli interni:
La linea più utilizzata è Bamako-Tombuctù, via Mopti. Ritardi o cancellazioni
senza preavviso sono all’ordine del giorno e possono causare problemi nello
svolgimento dell’itinerario.
Bagaglio:
Portare poco bagaglio; una borsa media e un bagaglio a mano, sono sufficienti.
Inoltre, normalmente si ritorna con molti acquisti e in aeroporto sono rigorosi
con il peso: chiedono 15€ per ogni kg. eccedente. Si consiglia di portare
bagagli di tipo non rigido, poiché potrebbero avere difficile collocazione in
vettura.
Denaro:
E’ consigliabile portare soltanto Euro. La moneta di tutti i paesi dell’Africa
Occidentale è il franco CFA. Questa moneta è comune a tutti i paesi francofoni
che visiteremo. Le carte di credito VISA e MASTER possono usarsi in poche città
e solo per prelevare fino a un massimo di 300.000 CFA (450€) al giorno, e in
alcuni hotel e ristoranti di taglio europeo
Guide di viaggio:
Guida in italiano per il Mali e Burkina Faso.
Note di viaggio:
Come precedentemente citato, questi sono viaggi con lunghi percorsi lungo strade
e piste polverose e, a volte, si sostengono numerosi controlli doganali e di
frontiera. I disagi si possono superare utilizzando autovetture abbastanza
confortevoli e dove è possibile alloggi per potersi rilassare.
Mali e Burkina Faso non sono destinazioni indicate per quelle persone il cui
concetto di viaggio si basa sul relax in hotel confortevoli. Sono questi paesi
particolari e unici e qui il viaggio può essere uno strumento di arricchimento
culturale, un incontro con culture e civiltà di un’altra epoca, con usi e
costumi molto diversi da quelli del turista; pertanto dobbiamo ricordare che
bisogna rispettosamente cercare di adattarsi alla realtà di questi paesi, e non
viceversa.
Cause di forza maggiore:
Gli itinerari sono soggetti a modifiche per cause di forza maggiore, per eventi
politici, climatici, cancellazioni di voli o sciopero di mezzi di trasporto, ecc.
Faremo comunque il possibile per seguire il programma , come per esempio
realizzare il percorso in senso inverso, eliminare opzioni ed estensioni senza
per questo alterare il contenuto del programma base.
BUON
VIAGGIO
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BURKINA FASO
Il Burkina è uno dei paesi più poveri
della terra. Il suo nome è spesso associato alla siccità del Sahel, alle
carestie, ai bambini che muoiono di fame; ma è anche uno dei paesi africani dove
si scopre il folgore più vivo e autentico. Dove la musica ha davvero
un’importanza capitale. Così vi invitiamo a conoscere la leggendaria ospitalità
dei burkinabè e il loro carattere gentile e pacifico. Gli abitanti del Burkina
possono offrirvi soltanto la loro ospitalità. Dopo aver visitato alcuni paesi
limitrofi si ha voglia solo di una cosa : tornare nel Burkina Faso. Qui infatti
si può notare una notevole differenza in tema di ospitalità e qualità del
trattamento.
Geografia
Paese enclave dell’Africa Saheliana, confina a nord ed a ovest con il Mali,ad
est con il Niger, a sud con il Benin, Togo, Ghana e Costa D’Avorio. Ha una
superficie di 274.200 km e una popolazione di 11.000.000 di abitanti; la
capitale è Ougadaugou.
Burkina Faso, che significa “paese degli uomini integri” è il nome che ha preso
dopo la rivoluzione del 4 agosto 1983. in precedenza conservava l’antico nome
coloniale di Alto Volta.
Clima
Il appartiene a quella comunemente definita come la zona sudanese di tipo
tropicale. A parte il nord che è una zona saheliana ci sono due stagioni
distinte: quella secca che dura circa otto mesi e quella delle piogge (inverno)
che dura normalmente da giugno a metà ottobre. I mesi più caldi sono aprile e
maggio. Durante il periodo secco e fresco (da novembre a febbraio) soffia un
gradevole vento dall’est : l’harmatan. Lo stesso però, a volte, può trasformarsi
in un vento molto violento che trascina la sabbia del Sahara e alza nubi di
polvere che nascondono il sole per intere giornate. La temperatura media è di
27-30 gradi Gaoua e 22-33 gradi a Dori.
Economia
Nonostante le difficoltà climatiche il Burkina Faso , nel periodo che va dal
1980 al 1993, è riuscita ad ottenere dei risultati notevoli.
Il tasso di crescita annuale ha superato quello della popolazione e nello stesso
periodo il reddito pro-capite è aumentato del 2,5% annuo.
L’esperienza rivoluzionaria di Sankara è terminata il 15ottobre 1987; l’apertura
democratica alle istituzioni terminò nel 1995. Da allora la capitale Ougadaugou
ospita il più grande festival del cinema panafricano molto famoso ed importante
anche al di fuori dei confini di questo continente.
Le industrie principali sono quelle legate al settore alimentare : zuccherifici
(molto importante è la coltivazione della canna da zucchero) e aziende
produttrici di birra. Sono presenti anche aziende nel comparto tessile e qualche
fabbrica nel settore della chimica.
Le risorse minerarie, in assenza di investimenti e capacità tecniche, restano
ancora inutilizzate.
Popolazionie ed etnie
Con una popolazione di c.a. 11 milioni di abitanti, il Burkina ha una densità
abitativa di 36.7 abitanti/Kmq; una delle più alte dell’intera Africa.
Ci sono più di sessanta gruppi etnici.
Alcuni sono poco numerosi e non tutti vivono in un territorio chiaramente
delimitato.
Le etnie principali sono:
I Mossi occupano tutte la pianura centrale nei dintorni di Ouaga e Ouahigouya e
rappresentano circa metà della popolazione. La lingua il morè è la più diffusa e
utilizzata.
Nel nord si concentrano i Peul, i Tuaregs e i Bella.
Nell’est del paese i Gourmantchè occupano un territorio molto esteso sebbene
rappresentino solo il 5% della popolazione.
Nel sud i Bissa (4,7%) abitano in una zona molto piccola al confine del Ghana.
Nel sud-est della pianura mossi fino alla frontiera con il Ghana vivono i
Gurunsi e i Cassena (5,3% della popolazione).
Nell’ovest, in un piccolo territorio limitrofo al Mali, convivono diverse etnie
come quella dei Samo, quella dei Pana e quella dei Dogon.
A sud di queste zone e ad ovest del territorio dei Gurunsi si concentrano i
diversi gruppi bobos : i Buaba nelle vicinanze di Dedougou e i Hunde Kos nella
zona di siby e Bobo-fing vicino a Bobo Diulasso. Questi rappresentano il 7%
della popolazione.
I Sinonfo (5%) vivono vicino alla frontiera con il Mali e la Costa d’Avorio
assieme ad un miriade di piccole etnie (Gouin, Ble, Karaboro).
Infine i Lobi e i Dagari /7% della popolazione) vivono tutti nel sud in quella
“tasca” formata dalla Costa d’Avorio e dal Ghana.; I lobi, che hanno nel tempo
sono riusciti a conservare i loro costumi e le loro usanze, sono sicuramente tra
i gruppi etnici più interessanti.
Religione
Le religioni più diffuse in Burkina Faso sono l’animismo, l’islamismo ed il
cristianesimo.
Approssimativamente il 56% della popolazione è rappresentato da animasti, il 33%
da mussulmani e l’11% da cristianin(10% da cattolici e 1 % da protestanti.
Si può tranquillamente affermare che la maggioranza degli africani, seppur si
sia convertita ad altre religioni, continua praticare riti animasti.
L’animismo raggruppa la totalità delle religioni tradizionali praticate dai
contadini, tra loro si aprla di feticismo. Le principali etnie che praticano
l’animismo sino quelle dei Mossi, Gourmantchè, Gourounsi, Lobi, Bisasa, ecc. Di
fatto la zona dove l’animismo è debole è il nord che è anche quella più
islamizzata.
Storia
Prima della colonizzazione francese, il Burkina era costituito da alcuni
territori indipendenti di cui era il più importante l’impero Mossi, governato
per molti secoli, dal Moro-Naba, un imperatore considerato onnipotente. Nei
secoli XIII e XIV questi imperi lottarono con i grandi imperi della valle del
Niger (Mali e Shongay).
Le truppe francesi piegarono con la forza i regni Mossi e frammentarono in più
parti il paese.
Nel 1904 l’Alto Volta fu incorporato nella colonia dell’Alto Senegal-Niger e si
costituì come nel 1919.
L’Alto Volta ottenne l’indipendenza il 5 agosto 1960.
A parte alcuni colpi di stato militari ai quali generalmente seguirono
l’apertura democratica e un regime parlamentare normale con partiti politici, si
convertì in uno dei paesi più stabili.
Con la salita al potere di Thomas Sankara il 4 agosto 1983, l’Alto Volta divenne
il paese più rivoluzionario del continente.
Lottò con forza contro la corruzione, a favore dell’emancipazione delle donne e
per il sollevamento economico del paese.
Il 4 agosto 1984 l’Alto Volta assunse il nome di Burkina Faso che in lingua
locale significa “ paese degli uomini integri”,
Il 15 ottobre 1987 Blaise Compaorè, ex collaboratore e consigliere di Sankara,
organizzò un colpo di stato e assassinò Sankara. Comincia l’epoca della
democrazia.
Cinema
Il Burkina Faso è l’organizzatore del Festival del Cinema Panafricano (FESPACO),
importante evento del cinema africano. Iniziò nel 1996 e dal 1983 raddoppiò la
produzione nel mercato internazionale del cinema e della televisione.
Le citta' del Burkina
OUAGADOUGOU
Fondata nel XI secolo dai Nyonyousè che la chiamarono “Kombemtinga”, ovvero “la
terra dei guerrieri”. I Nyonyousè, stanchi di subire gli attacchi dei popoli
vicini, si misero sotto la protezione dell’imperatore Mossi Zoungrana. In
seguito la città cambiò nome e nel 1441 divenne la capitale dell’impero Mossi.
Nel 1919 divenne capitale dell’allora Alto Volta.
BUBO DIOLASSO
Chiamata anticamente Sya coltivava un progetto di società: una società dove
ciascuno si deve sforzare per essere un esploratore di un mondo di pace e di
giustizia.
Dopo l’influenza commerciale dei Doula, popolo mandingo giunto dall’attuale Mali
, si installarono e convivettero con i Bobo e da lì ebbe il nome di Bobo-Dioulasso,
che significa “ casa dei Bobo e dei Dioula”.
Città tranquilla, molto africana, con larghi viali alberati bordati di manghi.
E’ la città musicale di tutta l’Africa Occidentale dove si celebra la Settimana
Nazionale della Cultura, occasione per molti artisti di diversi paesi
dell’Africa, dove si può ascoltare una percussione con strumenti tradizionali.
Oggi è la seconda città del paese.
PAESI LOBI
I paesi Lobi sono quelli che appartengono all’asse Bobo-Banfora, fino alla
frontiera con il Ghana.
Vi si trova una delle etnie che meglio ha saputo conservare le proprie
tradizioni e costumi e ha resistito energicamente contro gli invasori. E’ un
popolo di guerrieri e cacciatori e ancora oggi, in posti molto lontani dalla
savana, si caccia con frecce ed archi.
Alcune donne, indossano, piatti nelle labbra.
Le abitazione, chiamate Sukala, sembrano delle fortezze in miniatura, con
un'unica apertura che è una porta a forma di V, progettata per la difesa contro
il nemico.
In questi paesi si praticano tutt’ora i riti d’iniziazione , cosa molto
importante, che segna il passaggio dall’infanzia alla maturità. E’ il momento
dove si apprendono tutti i divieti, dove si sopportano dure prove fisiche (resistere
alla fame e alla sete), si studiano i segreti della natura e si impara a saper
dominare la paura.
A differenza del popolo africano, il popolo Lobi è matriarcale dove è la donna
che ha il potere in famiglia.
BANFORA
È per eccellenza la regione paradisiaca del Burkina, dove la terra è fertile con
un clima fresco.
E’ la regione di produzione dello zucchero come del riso.
Il paesaggio eccezionale, si presenta con le sue cascate e laghi con ippopotami.,
senza dimenticare le formazioni rocciose erose dal vento. E’ la zona dove vivono
i Senufo che coabitano con molte altre etnie.
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MALI
Un paese da visitare per osservare
il fiero comportamento dei suoi uomini e la grazia delle donne. Sono i
discendenti del più glorioso impero africano. Il fatto che siano tanto pieni di
storia non impedisce che abbiano un gran senso dello humor, che siano molto
spontanei e simpatici. Ma chi conosce i maliani non parla della loro povertà,
pur non negandola, esaltando il senso di dignità che li contraddistingue.
In Mali si incontrano allo stesso modo superbi paesaggi, rare
architetture,caratteristici villaggi ….. e maliani.
Geografia:
Il Mali confina con la Mauritania, l’Algeria, il Burkina Faso, la Costa d’Avorio,
la Guinea, il Niger e il Senegal. E’ un’immensa terra pianeggiante bagnata da
due grandi fiumi , il Senegal nella parte occidentale e il grande fiume Niger.
Nella sua traversata il Niger converge a nord con il fiume Bani e forma al suo
interno un ricco delta, la palude del Macina, che si estende per 450 km. Lungo
il suo percorso,il fiume raggiunge in alcuni tratti 200 km. di larghezza. La
parte centrale del paese è terra arida: il Sahel.
A Timbuktù il Niger raggiunge il deserto ed è qui che si dirige prima ad est,
poi a sud-est in Bourem, per dirigersi verso l’oceano. Nel deserto, vicino
l’Algeria, troviamo il massiccio dell’Adrar con il monte Iforas che raggiunge
un’altezza di 800 mt.
Il nord del paese è tutto deserto salvo le poche oasi al largo delle antiche
rotte trans-sahariane dei cammelli.
Clima:
Da un punto di vista meteorologico il Mali conosce tre stagioni: la stagione
delle piogge che si allunga man mano che si scende verso il sud. Essa va da
giugno a settembre/ottobre, e raggiunge il punto massimo verso la metà di agosto
con una temperatura media di 25°.
La stagione secca va da marzo a giugno, nella quale si raggiunge la temperatura
massima di 35° a Bamako e 32° a Timbuktù.
La stagione fredda e secca va da ottobre/novembre a febbraio, con una
temperatura media di 25° e raggiungendo la temperatura minima nel mese di
dicembre.
“L’harmatan”, vento del deserto proveniente da nord-est, si scatena
immediatamente dopo la stagione delle piogge, contribuendo ad aumentare la
siccità dell’ambiente , soprattutto nelle prime ore della sera.
Economia:
L’economia del Mali, uno dei paesi più poveri del mondo, si basa quasi
esclusivamente sull’agricoltura, anche se meno del 2% del terreno è coltivabile:
le coltivazione principali sono quelle del miglio, sorgo, mais e riso. I
prodotti che invece sono destinati all’esportazione in Europa sono il cotone,
arachidi, frutta e verdura. Causa la scarsità di precipitazioni, il Mali, negli
ultimi anni, ha sofferto un considerevole calo della produzione di prodotti
agricoli.
L’industria è cresciuta negli ultimi due decenni, anche se di livello molto
basso, ed è principalmente rivolta alla trasformazione di prodotti agricoli.
Inoltre si producono localmente materiali da costruzione. Esiste anche un
piccolo settore minerario che sfrutta i depositi di oro , sale e fosfati.
Inoltre, sono state localizzate miniere di bauxite, manganese e uranio in
quantità tali da poter giustificare uno sfruttamento commerciali.
Popolazione ed etnie:
Il Mali ha più di 10 milioni di abitanti. Le etnie sono molto diverse. I Tuaregs
vivono ancora intorno alle oasi sulle dei cammelli. Il sud è popolato dai Peuhl,
nomadi allevatori di bestiame.
La maggioranza della popolazione vive nella regione della savana , nel sud. La
popolazione di questa regione comprende Songhai, Malinke, Senoufou, Dogon e
Bambara (il gruppo etnico più grande).
Lingua e religioni:
La lingua ufficiale è il francese. Vi sono inoltre diverse lingue locali.
Religione: Islam 80%, Animista 18%, Cristiana 1,2%
Storia:
Anticamente,il Mali era uno dei grandi centri di ricchezza e della cultura
islamica e fu fra le civiltà più antiche del continente africano. Il Mali
accrebbe molto la sua importanza nel sec. XV grazie alla sua posizione
geografica essendo sulle rotte trans-sahariane. La sua importanza strategica
cominciò a decrescere quando i trasporti via mare ebbero il sopravvento su
quelli effettuati ancora a dorso di cammelli, con il conseguente abbandono delle
rotte trans-sahariane.
L’antico regno del Mali conobbe il massimo splendore dal sec. IX al sec. XVI
proprio in concomitanza con la nascita e lo sviluppo di tre grandi imperi
dell’Africa occidentale. I tre grandi imperi dell’Africa Occidentale
Impero del Ghana:
Questo è il primo regno conosciutoed è anche uno dei più antichi di tutta
l’Africa nera. Di fatto questo impero comprende gran parte di quello che oggi è
il Mali. Dopo 500 anni di vita, verso la fine del sec. XI fu conquistato da
Sumanguru Kante, re dei Sosso.
Impero del Mali:
L’impero chiamato Mande, Melle o Malì non è altro che quello formato dal popolo
negro dei “Mandingo” o “Malinkè”, che ereditò e ampliò l’impero Ghana nel sec.
XIII.
Sundiata Keita (1230-1255) della dinastia mandinga dei Keita, che viveva nella
sterminata zona che attraversava il regno dei Sosso, sostenne le aspirazioni di
libertà dei mandingo, fatto che permise a questo popolo di liberarsi nel 1235
dal dominio del re dei Sosso, Sumaoro Kannte, e formò un impero che si estendeva
dall’oceano Atlantico al Niger.
Il sec. XIV vide l’apogeo dell’impero Mali’ con il gran re Kanku Musa
(1312-1337) che aprì totalmente le frontiere del suo stato ai commercianti
arabo-berberi; è stato elogiato dagli scrittori arabi per il suo pellegrinaggio
alla Mecca facendo in modo che l’impero dei Mandingo fosse conosciuto e valutato
positivamente negli ambiti internazionali. Kanku Musa, al rientro dai suoi
viaggi, introdusse la cultura araba nel suo paese per mezzo di architetti, poeti
e artigiani, che installatisi nella capitale , Niani, la trasformarono in una
città araba. Kanku Musa diede all’impero Malì uno splendore mai raggiunto da
nessun’altro impero negro fino a quel momento, il suo potere si estendeva
attraverso diverse province come Tomboctù, Diennè, Mèma, Oualata, Gao, Gambia,
ecc. Suo fratello e successore , Sulayman (1341-1360), successe al trono dopo il
breve regno di suo nipote Maghan (1337-1341), figlio di Kanku Musa , grazie
all’indebolimento del potere centrale e allo shock subito dalle istituzioni
tradizionali in seguito all’introduzione delle nuove norme islamiche. Queste
dispute facilitarono ai Tuaregs la presa del potere nelle province più a nord
dell’impero quali Gao, Tomboctù e Méma dal 1433-1434.
Impero Songay:
Il regno di Gao, uno dei più antichi della zona est dell’Africa, mantenne fino
al sec. XI un’importante posizione commerciale ai margini del fiume Niger. La
sua ricchezza derivò dai capitali portati dalla dinastia islamizzata Songhay,
dei Dia, da tempo installatasi nella sua capitale a Gao. Secondo al-Bakri, solo
il re era musulmano, mentre il popolo seguiva la religione feticista. Il regno
di Gao riuscì a mantenere la sua indipendenza nei confronti dell’impero del
Ghana, ma non potè conservarla di fronte al potere militare dell’impero Mandingo
del Mali.
A partire dal 1400 i principi Songhay di Gao cominciarono a rendersi
indipendenti dal Mali fino a che raggiunsero la piene indipendenza con Sonni Alì
Ber (1464-1492), vero artefice dell’impero Songhay. Questo sovrano restauratore,
animista convinto, costituì in ventisette anni un poderoso impero che iniziava
da Kebbi, in Nigeria, e terminava nell’attuale regione di Segou. Tra il 1464 e
il 1468 fece in modo che il suo impero Songhay controllasse il vitale asse
commerciale Tombuctù-Djenneè e di conseguenze tutto il commercio trans-sahariano.
Sonni Alì perseguitò i musulmani
e in particolare i loro circoli intellettuali di Tombuctù legati ai Tuaregs e
agli imbroglioni. Sonni Alì tra il 1514 e il 1517 conquistò le miniere di Bambuk,
controllò i ricchi mercati delle città di Kano e Katsina e riuscì a rimandare i
Tuaregs nel deserto.
Mohamed I fu detronizzato per mezzo dei suoi figli, iniziando così un periodo di
destabilizzazione dovuto alle lotte fratricide fra i principi della famiglia
reale, fino a che nel 1591 il sultano Mulay Ahmad de Marruecos sabotatore della
stabilità interna dell’impero Songhay, mandò loro contro un esercito di
mercenari che lo conquistò nella battaglia di Tondini, così che nel sud del
paese a Dendi, si stabilì una forte resistenza contro gli invasori marocchini.
Così iniziò la salita di questo grande impero.
Storia contemporanea:
Il Mali entrò a far parte dell’Africa Occidentale Francese, nel sec. XIX. Nel
1960, unito con quello che era allora il Senegal, conseguì l’indipendenza come
Confederazione del Mali, seguita dal Senegal dopo una settimana. Il primo
presidente in carica della Repubblica del Mali fu Modico Keita, che si staccò
dalla Francia e sviluppò forti legami con l’URSS.
Nel 1968, un golpe militare rovesciò Keita e il potere fu preso dal Comitato
Militare per la Liberazione Nazionale (CMLN) sotto il comando del tenente (in
seguito generale) Moussa Traorè. Nel 1976 Traorè formò il partito politico
legale unico, l’Unione democratica del Popolo Malieno (UDPM).
Si arrivò finalmente nel Marzo 1991. Un altro funzionario dell’esercito, il
tenente-colonnello Amadou de Toumani Tourè, assunse il potere al comando del
Consiglio Nazionale di Riconciliazione (CNR) nel 1992. Tra i vari partiti
politici formatisi in quel tempo, il più forte era l’Alleanza verso la
Democrazia del Mali (ADEMA) e il Consiglio Democratico Nazionale (CNID).
Le città del Mali:
Bamako, la capitale, è una città moderna ed è il
centro educativo e culturale del Mali. I luoghi di interesse principali sono i
mercati, i Giardini Botanici, il parco zoologico e il centro degli artigiani.
Djennè, è conosciuta come la Perla del Niger,
Fondata nel 1250, ospita una bella moschea ed è uno dei centri commerciali più
vecchi esistenti dalle origini delle rotte delle carovane trans-sahariane.
Djennè- Djeno, la più antica città africana, venne fondata intorno al 250 d.C.
ed è situato a circa 5 km. da Djennè.
Mopti, chiamata la Venezia del Mali, si trova alla
confluenza del fiume Bani e del fiume Niger, ed è formata da tre isole unite
dalle scogliere. E’ un importante centro commerciale e nello stesso tempo una
mescolanza etnica: pescatori Bozo, pastori Peul Bambara, Dogon, ecc. Anche qui
troviamo una bella moschea.
Pais Dogon, I Dogones si rifugiarono in questa zona
isolata e ostile per molti secoli. Originari dei paesi mandingo, fuggirono
dall’iilamizzazione. E’ un popolo, le cui credenze antiche si sono mantenute
intatte dall’influenza dell’Islam. Una volta arrivati alla falesia, cacciarono
il popolo che abitava e viveva in maniera troglodita.
Tombuctù, è un nome leggendario considerato da
sempre come sinonimo di località remota e inaccessibile. Però nulla di questo è
cosa certa, fu invece molto utile alle impressionanti carovane di cammelli (alcune
formate da più di 3000 animali) che arrivavano tutti gli anni dalle miniere di
sale di Taoudenni per distribuire il loro prodotto nelle zone del Sahel. Durante
il sec. XV, Tombuctù era una importante piazza commerciale per lo scambio del
sale e dell’oro. Era inoltre un importante centro per la cultura e un grande
centro di insegnamento islamico.
Molte di queste antiche città oggi sono in decadimento, però in alcune di esse
si possono ancora ammirare belle moschee (Djingerebur, Sankore e Sidi
l’esemplare di Yahayafor) e tombe, alcune risalenti prima del sec. XIV.
Gao, è un’altra antica città che arrivò al suo auge
nel sec. XV°. Gao ospita la moschea di Kankan Musa e le tombe delle dinastie di
Askia. Ha pure due pittoreschi mercati. La città ha recentemente avuto uno
sviluppo urbano.
San, una popolazione interessante, gradevole città
e nodo di comunicazioni.
Segou, capitale dell’antico regno dei Bambara,
Segou è orgogliosa del suo passato. Un posto tranquillo, ventilato e rilassante.
Segou fu anche una città di guarnigione militare nell’epoca coloniale.
Il Parco Nazionale, della Boucle de Baule ospita
alcuni animali caratteristici del sud del Sahel , tra i quali la giraffa, il
leopardo, il leone, l’elefante, il bufalo e l’ippopotamo.
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TOGO
Questo è un paese costiero dove si
trovano contemporaneamente belle spiagge di palme da cocco, la lussureggiante
foresta di di Kpalimé e la città speciale di Atakpame costruita tra le colline
dell’Atakora, dove si godono splendidi scenari panoramici.
Geografia: Repubblica dell’Africa occidentale
confina a nord con il Burkina Faso, a est con il Benin, a sud si affaccia sul
Golfo di Guinea e a ovest con il Ghana.
La costa è rettilinea, bassa sabbiosa con lagune interne; al di là si estende
una regione collinare che raggiunge un’altitudine di 100-200 mt. Ancora più
all’interno il rilievo, si eleva gradualmente assumendo la forma di altipiano
sui 400 mt. su cui si elevano i Monti del Togo (1020 m). Il fiume più importante
è il Mono, il cui corso inferiore fa da frontiera con il Benin.
Clima: è tropicale, caldo-umido al sud, semiarido
al nord. Ci sono due stagioni delle piogge e due secche all’interno e, una
piovosa e una secca sulla costa.
Popolazioni ed etnie: Il Togo ha una popolazione di
4.570.530 abitanti. Il paese è costituito da diverse etnie. Il 99% è composto da
africani (37 gruppi etnici di cui i principali sono gli Ewe, Mina e Kabre)
mentre il restante 1% sono europei e siriano-libanesi.
Lingua: il francese è la lingua ufficiale usata
negli scambi commerciali. Al sud è usata la lingua Ewe e Mina;, al nord Dagomba
e Ka .
Religione: il 70% sono animisti, il 20% cristiani,
e il 10% musulmani.
Economia: il paese presenta nel complesso
un’economia povera che dipende in gran parte dall’agricoltura che però copre il
fabbisogno alimentare locale e consente discrete esportazioni. Fra i prodotti
destinati al consumo interno prevalgono i cereali come mais, miglio e riso,
oltre alla manioca diffusa su tutto il territorio; a questi si aggiungono cacao,
caffè e cotone destinati però all’esportazione.
La maggior attività industriale è lo sfruttamento minerario; questo nonostante
il collasso mondiale del prezzo dei fosfati e la concorrenza straniera.
La ripresa degli aiuti della Banca Mondiale del FMI è subordinata alla
risoluzione dei vari problemi interni (privatizzazione delle impresa, riduzione
delle spese militari……)
Storia: già colonia tedesca con il nome di Togoland,
attualmente Repubblica Togolese. Nel 1884, il tedesco Nachtigal guidò un
spedizione al largo della costa sud-ovest dell’Africa , raggiungendo una regione
fra la colonia inglese della Costa de Oro (Ghana) e Dahomey, dichiarandola
protettorato tedesco.
Nel 1914 iniziata la guerra in Europa, gli alleati la invasero e nel 1919 fu
divisa in due zone, una inglese e una francese. Nel 1956 la parte inglese
approvò l’unione con il Ghana, mentre la parte francese si proclamò indipendente
nel 1960.
Il governo civile che s’instaurò durò solamente sette anni prima del colpo di
stato nel gennaio 1967, del colonnello Etienne Gnassingbe Eyadéma, che prese il
potere.
Eyadéma si mise al lavoro per unificare il paese, fondando un unico partito
politico: RPT (Unione del Popolo Togolese). I metodi autoritari del governo di
Eyadéma crearono numerosi avversari e ci furono diversi tentativi di colpi di
stato.
Sorprendentemente, Eyadéma vinse le elezioni presidenziali nel 1993, grazie alle
tattiche intimidatorie e intelligenti macchinazioni politiche che screditarono
un partito di opposizione e, indussero l’altro, a non candidarsi. Nel giugno
1998 Eyadéma si è assicurato un altro mandato di cinque anni con il 52% dei voti.
Alle elezioni del giugno 2003 è stato rieletto, e nel 2004 ha festeggiato il 37°
anniversario della conquista del potere.
Tuttavia grava sulla presidenza il peso della pressione della comunità
internazionale, in particolar modo la Francia che, sul Togo, mantiene un
influenza economica considerevole.
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BENIN
Il Benin ha una ricca storia
culturale ed è il paese che, di tutto il Golfo di Guinea, conserva meglio le
proprie tradizioni.
I suoi paesaggi passano dalla zona costiera alla regione collinosa dell’Atakora,
dove si trova il Parco naturale di Pendjari. Il parco ospita una gran quantità
di fauna selvaggia quali elefanti, ippopotami, bufali e leoni, in un ambiente
naturale non comune.
Geografia: Il Benin si trova nell’Africa
occidentale e occupa un’area di 112.620 kmq. Di questi, circa 2000, kmq sono
occupati dall’acqua. Confina a nord con il Niger e il Burkina Faso, a ovest con
il Togo e a est con la Nigeria. A sud si affaccia sull’Atlantico con un litorale
lungo 121 km.
La morfologia del territorio è principalmente pianeggiante, ma in alcune zone
diventa collinosa.
Recentemente la siccità ha afflitto fortemente l’agricoltura del nord. Oltre a
questo ci sono diversi altri problemi: deforestazione, desertificazioni,
aggravato negli ultimi anni da una significativa riduzione delle piogge e caccia
furtiva. Quest’ ultimo sta diventando un serio pericolo per gli animali selvaggi
che vivono nel paese.
Il 13% del terreno è coltivabile; un 4% della terra è destinata al pascolo, un
ulteriore 4% a coltivazioni permanenti e il 31% sono boschi.
Le principali risorse naturali sono il calcare, il marmo, il legname e piccoli
depositi di petrolio.
Clima: Ci sono due tipi di clima: nel sud è caldo-umido
di tipo tropicale mentre è semiarido nel nord. Sempre a nord inoltre soffia,
anche in inverno, un vento caldo, secco e polveroso.
Lunga striscia di terra che si innalza e si estende verso nord, il Benin ha una
costa sabbiosa, senza porti naturali. Da sud a nord, il paese presenta distinte
regioni naturali: la zona costiera dove si trovano immense piantagioni di palme
e noci di cocco, la pianura selvatica , la regione tropicale collinosa che sale
lentamente fino alle sorgenti dei fiumi Ouemè, Mekrou, Albori e Pendjari.
La precarietà o inesistenza dei servizi sanitari non garantisce, a tutta la
popolazione l’accesso all’acqua potabile e diventa un veicolo di contaminazione,
specialmente nelle aree rurali.
Popolazione ed etnie: I beninesi hanno origine da
60 gruppi etnici. I più numerosi sono i Fon (47%) , Adjas, Yorubas e Baribeis
che svilupparono forti strutture politiche prima della colonizzazione francese.
Religione: Il 70% della popolazione pratica i culti
tradizionali africani; il 15% sono musulmani e il restante 15% sono cattolici.
Lingua: Il francese è la lingua ufficiale ed è
parlato soprattutto nelle aree urbane. Tra le lingue tribali le più utilizzate
sono il Fon, Fulani, Mine, Yoruba e Massi.
Economia: A partire dagli anni 90, il Benin ha
raggiunto un’economia stabile. Essa basata principalmente sull’agricoltura e i
prodotti principali sono il cotone, caffè e olio di palma.
Il settore dei servizi è cresciuto rapidamente durante gli anni novanta, in
parte dovuto alla disputa politica del vicino Togo che ha deviato parte del
commercio in Benin. Un’altra ragione di questa crescita è stato il successo del
programma di liberalizzazione economica e la riforma fiscale che ha attratto
investimenti stranieri.
Fin dalla sua scoperta, il petrolio, si è trasformato nella principale materia
d’esportazione.
E’ membro della zona del franco CFA e questa appartenenza dà stabilità
all’economia e gli permette di usufruire dell’appoggio economico francese.
Il Benin esporta i suoi prodotti principalmente in Francia e in minor quantità
ai paesi Bassi, Corea, Giappone e India; negli ultimi anni la si sono
intensificati i rapporti con la Germania .
Storia:La storia del Benin è poco conosciuta. Nel
sud, secondo la tradizione orale, un gruppo di Adja emigrò (1100-1200 d.C.)
fondando la città di Allada, situata tra Tado e il fiume Mono. Allada diventò la
capitale della regione della Grande Ardra, e raggiunse pieno splendore tra la
fine del XVI sec. e l’ inizio del XVII. In questo secolo, in seguito alla
disputa fra fratelli per aggiudicarsi il titolo di re della regione di Ardra,
furono costituiti due regni: quello di Hogbonu (ribattezzata Porto Novo dai
mercanti portoghesi che commerciavano in questa zona) e quello più conosciuto di
Abomey, nell’interno. Qui venne organizzata la più massiccia tratta degli
schiavi dell’Africa occidentale. Fino al sec. XVII i trafficanti inglesi,
francesi e portoghesi usavano il porto di Ouidah, principale centro della tratta,
per ricever i convogli degli schiavi.
Durante il 1700, per ben più di un secolo circa 20.000 schiavi all’anno veniva
trasportata nelle Americhe, in Brasile, nei Carabi e gran parte ad Haiti. Il
Benin può così rivendicare il poco onorevole titolo di “Costa degli schiavi”.
I re Fon , di Abomey, organizzarono uno stato centralizzato che estese il suo
dominio nell’est e nell’ovest dell’attuale frontiera del Benin. Un esercito
moderno, disciplinato e armato con fucili europei (che aveva la particolarità di
avere un gran contingente di donne, caratteristica che si mantenne fino alla
fine del sec. XIX), gli permise di rompere la potestà di Alafin di Oyo (Nigeria)
e conquistare varie città yoruba. Suo nipote Benhanzin ereditò nel 1889 uno
stato prospero, sopra il quale però si celava la minaccia coloniale. Le truppe
francesi sbarcarono nel 1891. Furono affrontate dai Fon, che non poterono
impedire l’occupazione della capitale nel 1892.
Il re e il suo esercito ripiegarono nella foresta, dove continuarono la
resistenza fino al 1894.
Benhanzin, che si trasformò nel simbolo della resistenza anticoloniale, morì
esiliato in Martinica, nel 1906. Agli inizi di questo secolo, la colonia di
Dahomey (nome dato dai francesi ) non poteva sostenersi da sola e quando il
paese, ottenne l’indipendenza, nell’agosto 1960, esportava la medesima quantità
di olio di cocco del 1850 ma aveva una popolazione tre volte maggiore.
Questo programma rivoluzionario cominciò a essere bersaglio di numerose
cospirazioni organizzate dall’esterno. Nel gennaio 1977, un gruppo di esuli,
alcuni europei e mercenari francesi, tentarono con la complicità del Gabon e del
Marocco, un colpo di stato, che però fallì immediatamente.
Nel 1990 il Presidente Kérékou, prese atto del fallimento del suo piano
economico, e annunciò l’abbandono dell’ideologia marxista leninista. Fu
sconfitto nelle elezioni del 1991, ma nel 1996 venne incredibilmente rieletto,
nonostante le accuse ricevute per gli insuccessi e gli abusi del passato.
Nel dicembre 1995, durante il vertice dei paesi francofoni, tenutosi a Cotonou,
più di una volta il Benin fu citato come”esempio di apertura democratica” nel
paese.
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COSTA D’AVORIO
Geografia:
Ha una superficie di 322.462 Kmq e l’estensione costiera è di 520 km.. Confina
con la Liberia, la Guinea, il Mali, il Burkina Faso e il Ghana. Verso l’interno,
per circa 250 km. Nelle zone orientali e occidentali, si estende un’area di
fitte foreste pluviali che, verso nord, lasciano il posto ad una vegetazione più
rada, tipica della savana. Le regioni occidentali sono le uniche che presentano
rilievi, tra i quali alcune cime superano i 1500 mt. I fiumi principali sono il
Cassandra, Bandama , Comoé che scorrono da nord a sud interrotti da numerose
rapide, ragion per cui nessuno dei quali è navigabile, anche per la scarsità
d’acqua durante la stagione secca. C’è una grande varietà di uccelli, in
particolare nelle vicinanze della costa.
Clima: Il clima è di tipo tropicale caratterizzato
da abbondanti precipitazioni , soprattutto a sud. La durata della stagione delle
piogge varia a seconda della distanza dall’oceano: a sud si verifica da marzo a
luglio e da settembre a novembre; nelle regioni centrali da marzo a maggio e da
luglio a novembre, nel nord soltanto da giugno a ottobre.
Popolazione: Una caratteristica della Costa
d’Avorio, che la distingue dagli altri paesi africani è l’enorme varietà etnica
e linguistica. Con una popolazione di 13.695.000 abitanti, ha più di 60 gruppi
etnici diversi (Akar, Kron, Nzima, Afilan, Malinkés, ecc.). Con poche eccezioni,
ogni abitante della Costa d’Avorio, mantiene la lingua materna unitamente a
quella tradizionale del proprio gruppo etnico. Sebbene il francese sia la lingua
ufficiale nelle scuole e nelle amministrazioni, l’influenza francese nello stile
di vita è molto modesta.
Lingua: La lingua ufficiale è il francese. I
principali dialetti africani sono: Yacouba, Senoufo, Baoulé, Agni e Dioula,
utilizzato quest’ultimo, nel commercio.
Religione: Circa il 39% della popolazione pratica
la religione musulmana: il cristianesimo è seguito dal 26%, il resto segue culti
tradizionali.
Economia: La Costa d’Avorio è il maggior produttore
mondiale di cacao e il secondo, di caffè e cotone. La produzione di frutta è un
altro settore importante dell’agricoltura così come lo sfruttamento del
patrimonio forestale, che è di estrema importanza per l’economia del paese. Il
principale legname destinato all’esportazione è il mogano. I terreni agricoli
sono assai fertili e il governo ha voluto diversificare la produzione agricola,
così troviamo anche produzione di riso, caucciù, zucchero, arachidi, ecc. Ha
anche sviluppato un settore industriale leggero nelle lavorazioni tessili,
chimiche e nella raffinazione dello zucchero, destinato all’esportazione. E’
stata anche installato un settore per l’assemblaggio delle automobili. Alla fine
degli anni settanta, si cominciò a estrarre il petrolio e gas naturale che
coprivano le necessità della nazione, unitamente all’energia elettrica prodotta
da diverse centrali idroelettriche; il resto lo si esporta. C’è anche una
piccola industria legata al turismo. La Francia è il principale partner
commerciale seguito da Algeria, Germania, Italia e Paesi Bassi.
Storia: Secondo la tradizione, navigatori francesi
provenienti da Dieppe, fondarono nel 1364 il primo insediamento francese sulla
costa del golfo di Guinea. I commercianti europei iniziarono a commerciare nella
regione durante il 15° sec. e per molti anni la regione si trovò al centro di
varie vie commerciali, controllate dai Dioula. I francesi si stabilirono a
cominciare dal 19° sec., sebbene la zona che ora compone la Costa d’Avorio non
fu conquistata fino al 1890.
I francesi stipularono una serie di trattati con i regnanti locali e avendo
acquisito questi territori nell’Africa Occidentale, la Costa d’Avorio divenne un
protettorato nel 1889 e una colonia nel 1893, fino all’indipendenza ottenuta nel
1960.
La costituzione attuale risale all’ottobre 1960, quando Felix Houphouet-Boigny
divenne presidente.
Houphouet-Boigny allacciò relazioni con l’occidente, in particolare con la
Franci, perseguendo una politica estera anti-comunista e un programma di
austerità finanziaria e politica. Alla fine degli anni ottanta fece trasferire
la capitale a Yamoussoukrou (suo luogo di nascita), dove fu costruita anche una
basilica sul modello di San Pietro di Roma. Il costo stimato di 100 mil. US$,
era esorbitante.
I dispendiosi lavori per l’abbellimento della capitale misero l’economia del
paese in ginocchio, dovuta anche alla recessione mondiale e una forte siccità,
facendo precipitare il prezzo mondiale del cacao. Bédié finalmente, assunse la
presidenza alla morte di Houphouet nel dicembre 1993. Per due anni ci fu
malcontento emerso soprattutto nelle università e nei settori tessili
industriali.
Le prospettive per la stabilità politica non migliorarono per l’elezione
presidenziale più recente, avvenuta nell’ottobre 1995, che furono boicottate dai
principali partiti dell’opposizione (che accusarono il governo di manipolare i
risultati delle votazioni), vinte da Henri de Konan Bediè. Sotto il regime di
Houphouet, la Costa d’Avorio era uno dei pochi stati africani che mantennero le
relazioni con il regime di segregazione razziale del Sudafrica.
CITTA’ DELLA COSTA D’AVORIO:
Abidjan, precedente capitale e città più grande, con un importante polo
commerciale che occupa il centro della città, la Mesete. Il cuore di Abidjan, la
parte vecchia più tradizionale dove vive la gente comune è Treichville, dove ci
sono numerosi bar, ristoranti e sale da ballo e il mercato più grande della
città, tipico e colorito.
C’è inoltre un muse molto interessante: il Museo di Ifon.
Tra i nuovi quartieri incontriamo Cocody , l’esclusiva zona residenziale dove si
trova il maestoso Hotel Ivoire. Altri quartieri comunque molto interessanti sono
Marcory e Adjamé.
A circa 100 km. a est della capitale si trova la spiaggia di Assouinde; altre
località turistiche sono Tiagba, Gram Bassam , le cui spiagge sabbiose sono i
luoghi favoriti per trascorrere il fine settimana dagli abitanti di Abidjan;
altra località interessante è Bondoukou, una delle città più antiche del paese.
La regione di Man, nella parte ovest del paese, è un’ampia distesa di
lussureggianti colline. La città di Man costituisce una buona base per esplorare
la regione e raggiungere in particolare La Cascade, una cascata che si butta in
una foresta di bambù. Si può inoltre effettuare l’ascensione del Monte Tonkoui e
la visita ad alcuni villaggi a 55 km di distanza: Biankoumaand , Gouessesso.
La nuova capitale amministrativa e politica è Yamoussoukro, a circa 230 km a
nord di Abidjan.
Ha un importante campo da golf internazionale e vari edifici di interesse
architettonico, incluso il Palazzo del Presidente e la moschea.. Così pure è di
interesse architettonico la cattedrale di Notre Dame. Essa è un imitazione della
basilica di San Pietro a Roma, con numerose immense finestre di vetri piombati.
Sebbene il cattolicesimo è una religione di minoranza in Costa d’Avorio, (si
dice che tutti i cattolici del paese entrino nella Cattedrale), Yamoussoukro è
il luogo di nascita di Felix Houphouet-Boigny, che fece fino alla morte, il
Presidente della Costa d’Avorio, per più di 30 anni.
Il costo della cattedrale, in fin dei conti, è costato una somma equivalente
alla metà del disavanzo di bilancio della nazione.
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GHANA
Le tradizioni più interessanti del
Ghana sono legate all’arte, alle feste e ai rituali.
Le città artigianali sono famose per la produzione di coloratissime stoffe Kente,
l’abito tipico dei re delle regioni centrali.
Geografia
La Repubblica del Ghana si trova in Africa Occidentale. Confina ad ovest con la
Costa D’Avorio, a nord con il Burkina Faso, a est con il Togo; a sud sud si
affaccia sull’oceano atlantico, più precisamente sul Golfo di Guinea.
Dalla costa il territorio si eleva gradualmente sino a raggiungere la massima
altitudine (c.a. 500 mt) al confine con il Togo.
Tra i numerosi corsi d’acqua, il più importante è il Volta, che ha origine dalla
confluenza del Volta Nero e del Volta Bianco. Entrano in Ghana dal Burkina Faso
sfociando in uno dei bacini artificiali più grandi del mondo : il lago Volta.
I litorali del Ghana hanno belle spiagge, sabbiose e con tante palme.
Antica colonia britannica conosciuta come Costa D’oro è stata la prima nazione
dell’Africa sub-sahariana ad ottenere l’indipendenza (1957)
Si estende su una superficie di 238.537 kmq. E conta c.a. 20.245.000 abitanti
(2002)
La capitale è Accra.
Clima
Le precipitazioni si concentrano nei periodi maggio-giugno e settembre-ottobre.
In alcune zone del paese (la regione Ashanti, la regione centrale e la regione
del Volta) le piogge possono essere molto persistenti e creare molti disagi per
chi viaggia.
A partire da dicembre e fino a febbraio/marzo, soffia l’harmattan, un vento
caldo che giunge da deserto di nord-ovest trasportando anche notevoli quantità
di sabbia.
È il periodo più secco; le temperature sono molto alte durante il giorno con una
discreta escursione termica. E questo dura sino all’arrivo delle piogge
Nella maggior parte del paese le temperature più basse si registrano nel mese di
marzo; quelle più elevate in agosto.
Economia
La principale risorsa economica è senza dubbio l’agricoltura.
Il Ghana, infatti, è il maggior produttore al mondo di cacao. È anche vero che,
nell’ultimo decennio durante il quale il prezzo di mercato del cacao è stato
straordinariamente basso, l’economia ne ha risentito in modo particolare.
Altra risorsa molto importante è la pesca. Negli ultimi anni si è molto
sviluppata anche perché, accanto alle tradizionali canoe, si sono affiancate
moderne imbarcazioni.
La principale industria del paese è quella estrattiva. Molto ricchi sono i
giacimenti di diamanti, oro (famoso è quello estratto nel giacimento di Ashanti),
ferro, argento, manganese e bauxite.
Sono presenti anche piccole quantità di petrolio e gas naturale ma non in
quantità tale da essere sfruttati commercialmente.
I fabbisogni energetici del paese sono garantiti da impianti idroelettrici che
producono energia elettrica in quantità superiore alle necessità e che il Ghana
vende alle nazioni confinanti.
Popolazione ed Etnie
In tutto il paese si incontrano numerosi assembramenti tribali che ancora
praticano i rituali tradizionali.
Non è difficile imbattersi in totems e tombe sacre che non solo richiamano un
mistico alone di storia africana, ma sono anche di una bellezza artistica
ineguagliabile.
Le sculture generalmente hanno forme di animali, frutta e verdura e rivestono
una importanza particolare nelle società tribale.
Lingua
La lingua ufficiale è l’inglese. Largamente diffusi, in modo particolare nelle
zone rurali, i vari dialetti locali (Twi, Fante, Ga, Akan, ecc).
Religione
Cristianesimo, mussulmana e animista.
La religione ha una forte influenza nella vita dei Ghanesi
Storia
Il Ghana, già colonia britannica con il nome di Costa d’Oro, ottenne
l’indipendenza il 6 marzo 1957.
Il paese prese il nome attuale da uno degli antichi imperi che fiorirono tra il
IV e il X secolo.
Tre anni dopo l’indipendenza , nel 1960, il Ghana diventò una Repubblica e Kwame
Nkrumah, primo premier del Paese e leader del Partito della Convenzione del
Popolo (CPP).
Per il Ghana iniziò tuttavia un periodo di declino economico e per finanziare il
suo paese Nkrumah fu costretto a indebitarsi pesantemente. Nel 1966 su Ghana
pesava ormai un debito di i miliardo di dollari e nello stesso anno gli eccessi
di Nkrumah e la diffusa corruzione tra i suoi collaboratori, portarono ad un
colpo di stato da parte dell’esercito, sostenuto dal favore popolare.
La principale figura politica oggi, è il tenente Jerry Rawlings, ch’emise a
segno un altro colpo di stato nel maggio 1979 e nuovamente nel 1981.
Inizialmente impose un piano di austerità che contribuì al controllo
dell’inflazione e attirò aiuti finanziari dall’occidente, incluso il sostegno
del Fondo Monetario internazionale r della Banca Mondiale.
Nonostante la popolarità di cui godeva, il regime di Rawlings dovette soffocare
numerosi tentativi di colpo di stato.
Un referendum nel 1992 ristabilì il governo costituzionale e Rawlings divenne
presidente. Le elezioni legislative videro trionfare il suop Congresso nazionale
democratico (NDC).
Con la nomina del ghaniano Kofi Annan a segretario generale delle Nazioni Unite
è rinata la speranza per questo paese, ricco di risorse sia umane sia naturali,
di ritornare a essere uno degli stati guida del continente africano.
Rieletto presidente nel 1996, Rawlings è rimasto alla guida del paese fino
all’elezioni svoltesi nel dicembre 2000, vinte da John Agyekum Kufuor
preannunciando per il paese l’inizio di una nuova era.
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